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HO VISSUTO IN 9 PAESI NEL MONDO E DAL 1991 RISIEDO IN BRASILE, MIO PAESE D’ELEZIONE. IL BRASILE É PER VIVERE MEGLIO E PIÙ FELICI ED INCONTRARE REALI PRIORITA'. È PER SMETTERE DI LAVORARE PENSANDO COSTANTEMENTE A QUEI 20 GIORNI DI VACANZA ALL’ANNO INVECE DI VIVERE E LAVORARE IN UN LUOGO CHE CI SODDISFA TANTO DA NON AVER BISOGNO D’ANDARE IN VACANZA. IN ITALIA LE PERSONE VIVONO MALE E NON SONO FELICI, ALL’OPPOSTO I BRASILIANI SONO RISULTATI IN ASSOLUTO LA POPOLAZIONE CON PIÙ SODDISFAZIONE/FELICITÂ/SPERANZA NEL FUTURO. RACCONTO ESPERIENZE E COSA SUCCEDE DA QUESTE PARTI. MAGARI DECIDETE DI VENIRCI A VIVERE PURE VOI.

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martedì 24 aprile 2012

LA MIA PRIMA VOLTA IN BRASILE

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Saltuariamente vi propongo delle narrazioni che si riferiscono a mie esperienze vissute in Brasile. Non compongono certamente un diario (non finirei più, sono residente in Brasile dal 1991), sono piuttosto delle isolate pagine, degli sprazzi di vita che possono dare un’idea di cose che capitano da queste parti. Perchè racconto questo piuttosto che quello? Assolutamente casuale, quello che mi viene in mente al momento senza  altre ragioni.

Vivevo e lavoravo in Uruguay quando andai per la prima volta in Brasile in vacanza, anni dopo ci sarei andato a vivere in Brasile ma al momento non lo immaginavo.
Ero funzionario d’un Organismo Internazionale nella Missione Diplomatica  a Montevideo, aiuto allo sviluppo socio economico del paese, progetti d’aiuto umanitario, sviluppo industriale nazionale, individuazione ed analisi delle priorità nazionali, cose del genere.
Decisi di viaggiare in Brasile, mi presi un mese di ferie e lasciai la città in auto in direzione della frontiera col Brasile del “Chuì” che dista poche centinaia di chilometri dalla capitale uruguaiana. La strada che da Montevideo va alla frontiera col Brasile è molto buona, tipo superstrada, si costeggia Punta dell’Este famoso luogo di villeggiatura internazionale dove passavo spesso i fine settimana quando non andavo a Buenos Aires. Come dicevo è una strada buona, all’epoca senza molto traffico, si può correre anche se il limite di velocità era di 80 Km all’ora.
Avevo brama d’entrare ed iniziare il mio viaggio in Brasile, mi misi tranquillo tranquillo sui 160 Km. all’ora ed inevitabilmente una pattuglia della polizia segnalò di fermarmi. A quella velocità riuscii ad accostare solo a centinaia di metri dal poliziotto che se li fece a piedi sino alla mia macchina.
Sole, caldo, afa, il pover’uomo arrivò da me trafelato, sudato e rabbioso pensando di vendicarsi e pronto ad infliggermi la contravvenzione più severa possibile. 
Io aspettavo col conforto dell’aria condizionata, quando arrivò gli mostrai il tesserino del Corpo Diplomatico accreditato nel paese, lui solo allora si accorse della targa “C.D.”. Era furente, sorpreso, vinto ed impotente, avevo l’immunità. Non contento e mentendo spudoratamente lo informai che avevo una riunione col Ministro degli Esteri ed ero in ritardo, per cui gli sarei stato grato se si affrettasse ad informare eventuali suoi colleghi lungo il percorso di non fermare quest’automobile.
Me ne andai sgommando.
Che vergogna! Ma fu divertente.