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HO VISSUTO IN 9 PAESI NEL MONDO E DAL 1991 RISIEDO IN BRASILE, MIO PAESE D’ELEZIONE. IL BRASILE É PER VIVERE MEGLIO E PIÙ FELICI ED INCONTRARE REALI PRIORITA'. È PER SMETTERE DI LAVORARE PENSANDO COSTANTEMENTE A QUEI 20 GIORNI DI VACANZA ALL’ANNO INVECE DI VIVERE E LAVORARE IN UN LUOGO CHE CI SODDISFA TANTO DA NON AVER BISOGNO D’ANDARE IN VACANZA. IN ITALIA LE PERSONE VIVONO MALE E NON SONO FELICI, ALL’OPPOSTO I BRASILIANI SONO RISULTATI IN ASSOLUTO LA POPOLAZIONE CON PIÙ SODDISFAZIONE/FELICITÂ/SPERANZA NEL FUTURO. RACCONTO ESPERIENZE E COSA SUCCEDE DA QUESTE PARTI. MAGARI DECIDETE DI VENIRCI A VIVERE PURE VOI.

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giovedì 7 febbraio 2013

UNO STUDIO PROFESSIONALE PER OTTENERE LA RESIDENZA IN SUD AMERICA

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Su questo blog ho dato abbastanza spazio all’argomento dell’ottenimento della residenza in Brasile. Ho scritto vari posts sulle varie possibilità, sui requisiti da ottemperare per ottenere la residenza, sui differenti tipi di visti.



Mi è sembrato un argomento fondamentale per chiunque sia intenzionato a trasferirsi in Brasile. 

 



Spesso comunque non è semplice affrontare le varie burocrazie e le documentazioni richieste specialmente se non si è esperti nelle legislazioni migratorie. 

Oggi vi voglio parlare di uno studio di avvocati di Buenos Aires, specializzato proprio in quello che a noi interessa.
López Zavaleta Avvocati è uno Studio legale con ampia esperienza sulle  leggi d’immigrazione dedicato a fornire servizi legali rivolti a individui e ad imprese.
Lo studio è specializzato nel rappresentare i clienti nelle procedure d’immigrazione in Brasile e nei vari paesi del Mercosud e in altri paesi sudamericani dove ha corrispondenti e collaboratori. 
Forniscono un servizio professionale di qualità rappresentando i clienti durante tutta la pratica d’immigrazione e portandola a buon fine. Per le singole persone da assistenza nei casi di visti d’ingresso per lavoro, per petizioni familiari, visti per matrimonio, visti di fidanzamento, visti per investitori, d’asilo e patrocinio in casi di deportazione e gestione della cittadinanza.
 Altro settore nel quale lo studio si è specializzato è nel campo degli affari e per il trasferimento di beni. Lo studio fornisce consulenza ed orientamento alle aziende straniere che abbiano intenzione di stabilire una filiale o succursale in Sud America o desiderano operare finanziariamente con serie e provate banche sudamericane.
Ho avuto personalmente contatti con loro e sono sicuro della loro serietà e professionalità.
Potete contattare lo studio di avvocati López Zavaleta: 
Email: lopezzavaleta@yahoo.it
           estudiolopezzavaleta@yahoo.com.ar
Tel/ Fax +5411.4371.8046


lunedì 28 gennaio 2013

COME OTTENERE UN VISTO PER LAVORO IN BRASILE

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Ritorno nuovamente sulla questione del visto per il Brasile. In altri post che potete trovare tutti insieme cliccando sulla categoria Residenza/permessi ho esposto varie modalità/possibilità per l’ottenimento del visto permanente in Brasile, matrimonio, investimento etc.
Ugualmente ho scritto altri post sull’argomento lavorare in Brasile, li trovate sotto la categoria ‘lavoro’
Qui invece voglio trattare la questione dell’ottenimento del visto temporaneo.
Consiste in un permesso che consente di soggiornare e lavorare in Brasile per motivi di lavoro per la durata del lavoro stesso in Brasile.
Quindi in questo caso abbandonate le fantasie di trasferirsi in Brasile per abbronzature sulla spiaggia dal mattino alla sera bevendo caipirinhas sotto una palma da cocco e dando soddisfazione alle molteplici ragazze che attaccano bottone con voi, o lavorate o niente visto temporaneo per lavoro, chiuso il discorso (ma non deprimetevi troppo, non lavorerete certo tutte le 24 ore!). Giusto? Quasi, poi vedremo perchè... 
La pratica per l’ottenimento di questo visto va iniziata dall’impresa che ha intenzione d’assumervi (non raccontategli le vostre fantasie, mi raccomando!) e il visto viene apposto direttamente dal Consolato Brasiliano prima della vostra partenza.
Per ottenere il visto l’impresa deve presentare tutta la documentazione relativa alla faccenda: certificazioni quali quelle anagrafiche, titoli di studio, precedenti contratti di lavoro comprovanti l’idoneità dell’esperienza lavorativa tali da giustificare l’incarico affidato dal candidato in Brasile.
E’ sempre l’impresa che deve incamminare la pratica presso gli uffici del Ministero del Lavoro.
A volte non è sufficiente incamminare tutta la documentazione (come già detto non da voi ma dall’impresa) per ottenere velocemente il visto. 
Anche da queste parti tutte le pratiche sono soggette all’arbitrio ed alle decisioni degli uffici competenti, sono molto attenti alla veridicità della documentazione che riceve (ma con un poco di fantasia e “saper fare”...). Se il Ministero lo ritiene utile, documenti ed ulteriori requisiti possono essere aggiunti alla richiesta. Per esempio il Consolato può richiedervi di effettuare con loro un colloquio prima di concedere il visto.
Quanto dura la pratica? Il tempo minimo sono 5 giorni ma purtroppo non esiste un massimo.
Secondo la legge vigente chi è in possesso di un visto temporaneo ha la facoltà di portarsi gli oggetti personali e le attrezzature professionali ma non gli autoveicoli (non fate i furbi dicendo che siete tassisti...). 
Una volta che il Ministero del lavoro ha approvato la vostra domanda, devono essere soddisfatti una serie di altri requisiti affinchè venga ufficialmente riconosciuto il visto per il lavoro:
  • Un passaporto valido con una data di scadenza di almeno sei mesi oltre la data prevista per l'arrivo in Brasile. Deve inoltre avere almeno 2 pagine vuote.
  • Due moduli di domanda di visto per richiedente, compilati nella loro interezza. Questi possono essere dattiloscritti o stampati, e devono essere datati e firmati dal soggetto richiedente.
  • Una tassa di visto non rimborsabile di $ 100.00 (USD.)
Una volta ottenuto il vostro visto temporaneo non potrete però aprire un’impresa individuale, ne essere amministratori, proprietari e gerenti di società ( ma esistono i prestanome o no?).
Altra limitazione è quella che potete ricevere uno stipendio solamente dall’impresa che vi ha contrattato.
Quindi o fate i bravi e seguite, adempite ed osservate tutte le varie pastrocchie burocratiche o...
Diciamo che se avete due solducci e stufi di arrancare in patria volete cambiar vita e stabilirvi in Brasile, potreste conoscere qualcuno con un’impresa (ristorante per esempio) che sia disposto ad assumervi per finta come cuoco,  dovreste pagargli le sue spese di contributi sociali mensili (mica gran cosa), farvi un curriculum di super chef e tutto dovrebbe filar liscio. In questo caso potremmo ritrovarci sotto quella famosa palma da cocco delle vostre fantasie....
Anni fa possedevo dei ristoranti che però nel frattempo ho venduto...mi dispiace.
Naturalmente se invece siete uomini ‘tutti d’un pezzo’ , pieni di sani e granitici principi d’osservanza di qualsiasi legge imposta dall’autorità, se vi rammaricate che le tasse non siano più alte e di vostra iniziativa dichiarate il falso per pagarne sempre di più del dovuto, se siete più Monti di Monti....bhe, fate finta di non aver letto il paragrafo precedente, comunque non potremmo mai diventar amici.

mercoledì 14 novembre 2012

SPOSARSI IN BRASILE E RICHIEDERE IL VISTO PERMANENTE

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--> Ritorno sulla questione del visto permanente di residenza in Brasile. Oltre che per altri motivi, è possibile ottenere il visto permanente a seguito di un'unione stabile con un/a cittadino/a brasiliano/a.
Parlo precisamente di unioni stabili perchè non è solo col matrimonio che si acquisisce il diritto ma anche con le unioni di fatto, anche gay, come specifico alla fine del post. 
Ecco i documenti richiesti dal “cartorio”(ufficio competente) della città di Natal per celebrare il matrimonio in Brasile e per ottenere il visto permanente.
Tenete presente che le disposizioni che espongo risalgono a qualche anno fa, nel frattempo potrebbero essere cambiate, così come possono cambiare da Stato a Stato o addirittura da città a città.
Fermi, fermi, non saltate di gioia gridando alla vittoria pensando ad un matrimonio di comodo solo per ottenere la residenza: la questione presenta dei rischi, vediamo
  1. Dopo il matrimonio bisogna sia dimostrata la convivenza, vale a dire che finché la Polizia Federale non effettua una visita di controllo a sorpresa (e può metterci mesi, anni…) la pratica per la residenza non verrà approvata. Nel frattempo potete sì stare in Brasile ma senza carta d’identità, cosa che vi impedisce di poter lavorare, aprire un conto in banca etc., insomma come “color che son sospesi…”
  2. Se vi beccano che non siete conviventi rischiate grosso: con l’accusa di falsità ideologica e documentale hanno tutta l’intenzione di appiopparvi sino a una pena di 5 anni di galera e naturalmente poi l’espulsione dal paese, sic!
  3. Nel frattempo dovete mantenere la vostra dolce metà e spesso tutta la famiglia (numerosissima!)

già che improvvisamente si sono tutti ammalati ed hanno perso il lavoro.
Non siete obbligati? Provate a non farlo: un processo pendente vi tormenterà in modo particolare in Brasile: non potrete più presentare i “Certidoes negativos” (i carichi pendenti) spesso richiesti per un sacco di pratiche e non potrete vendere beni, neanche la vostra automobile.
Insomma, parliamoci chiaro, meglio trovare altre modalità per ottenere la residenza, a meno che non siate realmente innamorati, lei/lui sia una bravissima persona, corretta, onesta e senza secondi fini, un vero amore che durerà per molti molti anni (anche questo possibilissimo in Brasile) e che non vi creerà problemi legali se e quando verrà il giorno che decidiate di divorziare.
Quindi pensateci bene, vi possono essere altre strade…


ITER PER SPOSARSI IN BRASILE: TURISTA ITALIANO CHE SPOSA UNA BRASILIANA O VICEVERSA

Il Cartorio (ufficio dove vengono svolte queste ed altre pratiche) ha chiesto per celebrare il matrimonio i seguenti documenti:

giovedì 3 maggio 2012

RATTIFICHE E PRECISAZIONI


In altri posts ho segnalato che era possibile rimanere in Brasile come turisti per 180 giorni complessivi all’anno, anche continuativi. Successivamente hanno stabilito che i cittadini italiani potevano soggiornare in Brasile per ragioni turistiche per massimo 90 giorni all’anno.
Un aggiornamento recente ha cambiato nuovamente il tempo di permanenza per ragioni turistiche dei cittadini italiani in Brasile (per la 3° volta nel 2011! Ho il sospetto che centri la presidenziale rottura di scatole per il caso di Cesare Battisti). Ora il periodo di soggiorno viene fissato in 90 giorni ogni 6 mesi. Secondo le prime informazioni ricevute dalla Polizia Federale, il cittadino italiano può quindi rimanere 90 giorni, poi deve stare fuori dal paese sei mesi per poi poter nuovamente stare altri 90 giorni. In un anno sono in totale sempre 180 giorni di permanenza, ma non sono più continuativi. Si ricorda comunque che questi periodi sono sempre da considerare come periodi massimi, che possono essere ridotti, a criterio della Polizia Federale, al momento dell’ingresso.
Insomma, se vi beccano dopo 90 giorni vi cacciano fuori come Adamo ed Eva dal paradiso. Leggete anche i post “Aprire una società in Brasile” e “Sposarsi in Brasile e richiedere il visto permanente”