Continuo a proporvi dei
racconti di esperienze personali realmente vissute in Brasile. Sono esperienze
un po fuori dall’ordinario, non necessariamente piacevoli ma che possono darvi
un’idea concreta di differenti situazioni di vita reale che possono accadere in
Brasile. In questo racconto vi sono esempi della violenza in Brasile, della delinquenza a Rio de Janeiro, ma anche del suo fascino unico e coinvolgente.
Io e mia moglie Josi eravamo in Italia ormai da quasi due anni
provenienti da un periodo di vita in Guatemala. Stavo aspettando che mi fosse
concessa la residenza permanente in Brasile in quanto marito d'una cittadina
brasiliana.
C'era voluto un'enorme quantità di documenti sia miei che dei
genitori di mia moglie che vivevano in Brasile, una burocrazia sfiancante,
lentissima, rigida, spesso senza senso alcuno e per niente allegra.
Vi faccio un esempio: ci veniva richiesta la dichiarazione dei
redditi di mio suocero degli ultimi 5 anni.
Ma che c'entrava? Ero io che chiedevo la residenza, mica lui, cose
da pazzi, meno male che mio suocero era commercialista e precisino pure.
Eravamo arrivati al traguardo finale, finalmente mi diedero la
benedetta carta d'identità e potevamo trasferirci in Brasile.
Viaggiammo in
nave per via delle molte valige ma sopratutto a causa dei due cuccioloni di
mastino napoletano che avevamo acquistato a Napoli prima della partenza. Appassionato
della razza avevo ora intenzione d'allevarli in Brasile. Sull’esperienza del viaggio in nave leggete il post COME TRASFERIRSI IN NAVE VERSO IL BRASILE che pubblicherò tra poco.
Mi ero procurato figli di grandi campioni, bellissimi, che viste le
dimensioni all'età di 4 mesi già d'allora facevano presagire i giganti che
sarebbero diventati, pesavano quasi trenta chili, sarebbero cresciuti per altri
12 mesi.
